La diagnosi di prestazione energetica (DPE) e l’audit energetico rappresentano una spesa preliminare a qualsiasi ristrutturazione. Il loro prezzo varia a seconda del tipo di immobile, della superficie e del professionista scelto. Nel 2026, diversi dispositivi consentono di ridurre la fattura, ma le loro condizioni di accesso e i loro importi differiscono notevolmente a seconda del percorso di ristrutturazione previsto.
Fattore di conversione elettrica e nuovo calcolo del DPE nel 2026
Un decreto pubblicato nel 2026 ha abbassato il fattore di conversione dell’elettricità utilizzato nel calcolo del DPE. Questo cambiamento tecnico modifica il punteggio attribuito agli alloggi riscaldati con elettricità: alcuni immobili classificati E o F potrebbero risalire di una lettera senza alcun lavoro.
Questa revisione ha un effetto diretto sul prezzo della diagnosi energetica, poiché può modificare l’obbligo di realizzare un audit. Dal 2023, un audit energetico è obbligatorio per vendere un alloggio classificato F o G. Se il nuovo calcolo fa passare un immobile da F a E, l’audit non è più richiesto alla vendita, il che elimina una spesa di diverse centinaia di euro.
I diagnosticatori immobiliari devono aggiornare i loro software per integrare questo nuovo coefficiente. Un DPE realizzato prima dell’entrata in vigore del decreto rimane valido per dieci anni, ma il venditore può richiedere una nuova diagnosi per beneficiare di una classificazione più favorevole. Confrontare il prezzo della diagnosi energetica Habitatfuturvert con altri preventivi consente di situare il tariffario praticato nella propria regione prima di avviare questa procedura.

Prezzo del DPE e dell’audit energetico: le fasce riscontrate nel 2026
Le tariffe non sono regolamentate. Ogni diagnostico fissa liberamente i propri onorari, il che spiega le notevoli differenze da una città all’altra.
DPE alloggio individuale
Per una casa o un appartamento, il DPE si fattura più spesso tra 100 e 250 euro, fascia confermata dall’ADEME e ripresa in diverse guide specializzate per il 2026. La superficie dell’immobile, la sua anzianità e la complessità degli impianti di riscaldamento fanno variare il preventivo in questo intervallo.
Audit energetico individuale
L’audit va oltre il DPE: analizza le dispersioni termiche punto per punto e propone scenari di lavori quantificati. Per una casa individuale di 100 a 150 m², i prezzi si collocano generalmente tra 600 e 1.200 euro. Un appartamento in condominio costa meno, tra 400 e 800 euro a seconda della superficie e della complessità.
Audit energetico di condominio
Gli importi cambiano scala. A seconda delle dimensioni del condominio:
- Meno di 20 unità: circa 5.000 a 8.000 euro IVA esclusa
- Da 20 a 50 unità: 8.000 a 12.000 euro IVA esclusa
- Da 50 a 100 unità: 12.000 a 18.000 euro IVA esclusa
- Oltre 100 unità: 18.000 euro IVA esclusa e oltre
Questi importi sono ripartiti tra i condomini in proporzione ai millesimi, il che riduce il carico individuale. L’amministratore può iscrivere la spesa all’ordine del giorno dell’assemblea generale.
MaPrimeRénov’ e finanziamento dell’audit energetico nel 2026
MaPrimeRénov’ rimane il principale strumento per ridurre il costo di un audit energetico individuale. L’aiuto è erogato dall’Anah e il suo importo dipende dal livello di reddito del nucleo familiare.
Il percorso “per gesto” di MaPrimeRénov’ copre l’audit energetico come prestazione eleggibile, a condizione che l’alloggio sia una residenza principale occupata da più di quindici anni. Le famiglie con redditi molto modesti beneficiano dell’importo di aiuto più elevato, mentre le famiglie con redditi intermedi o superiori ricevono un finanziamento parziale.
Per il percorso “ristrutturazione di ampiezza” (precedentemente percorso accompagnato), l’audit è integrato nell’accompagnamento obbligatorio da parte di Mon Accompagnateur Rénov’. Il costo di questo accompagnamento è coperto in misura variabile a seconda dei redditi. I dossier presentati dalla riapertura del sportello a febbraio 2026 sono in fase di elaborazione, con tempi di istruzione che possono raggiungere sei mesi per questo percorso.

Altri aiuti e cumuli possibili per ridurre il resto a carico
MaPrimeRénov’ non è l’unico dispositivo mobilizzabile. Diversi aiuti si cumulano a determinate condizioni.
- I certificati di risparmio energetico (CEE) sono erogati dai fornitori di energia. Finanziando principalmente i lavori stessi, non la diagnosi, ma alcuni programmi includono un accompagnamento tecnico che copre parzialmente l’audit.
- Le collettività locali (regioni, dipartimenti, comuni) offrono aiuti complementari che variano notevolmente da un territorio all’altro. Alcuni sovvenzionano direttamente l’audit energetico, altri condizionano il loro aiuto alla realizzazione di lavori successivi.
- Il prestito ecologico a tasso zero (eco-PTZ) consente di finanziare il resto a carico dei lavori di ristrutturazione senza interessi. Non copre l’audit da solo, ma può integrare il suo costo in un pacchetto di lavori eleggibili.
- L’IVA ridotta (5,5 %) si applica ai lavori di ristrutturazione energetica realizzati da un professionista RGE, ma il DPE e l’audit energetico come prestazioni intellettuali rientrano in un’aliquota diversa.
Le regole di cumulo tra MaPrimeRénov’, i CEE e gli aiuti locali sono disciplinate. L’importo totale degli aiuti non può superare un tetto fissato in percentuale del costo dei lavori, variabile a seconda del profilo di reddito del nucleo familiare.
Obbligo di audit alla vendita: calendario e alloggi interessati
Dal aprile 2023, gli alloggi classificati F o G devono essere oggetto di un audit energetico prima della messa in vendita. Gli alloggi classificati E saranno interessati a partire dal 2027, secondo i testi in vigore. Questa scadenza ravvicinata spinge molti proprietari a anticipare la spesa.
Per un proprietario locatore, la questione si pone in modo diverso. Le “passive termiche” classificate G sono progressivamente vietate per l’affitto. L’audit diventa quindi uno strumento di decisione: ristrutturare per mantenere l’immobile in affitto, o vendere nello stato con la diagnosi obbligatoria. In entrambi i casi, il costo della diagnosi si aggiunge ai costi, senza aiuti specifici per i locatori con redditi elevati.
Il prezzo di una diagnosi energetica nel 2026 rimane a carico del proprietario nella maggior parte dei casi. Gli aiuti esistenti coprono una parte del costo per le famiglie modeste, ma il resto a carico persiste per i profili intermedi. La riforma del fattore di conversione elettrica ridistribuisce le carte per alcuni alloggi, rendendo a volte l’audit inutile. Verificare la propria classificazione DPE prima di intraprendere un audit consente di evitare una spesa che non ha più ragione di essere.



